riformisti italiani

Serve una nuova alleanza riformista per il governo del paese

20 giugno 2014

Iltempo

Bisogna costruire la grande tenda del riformismo di Renzi che vada oltre i confini del Pd, dando all’Italia un soggetto politico in grado di accogliere tutte le culture e tutti i valori riformisti e liberaldemocratici di sinistra.

Non parla di adesione al Pd. Per esporre il proprio orizzonte politico Andrea Romano, ex capogruppo di Sc alla Camera, cita l’ex premier britannico Tony Blair e la sua “tenda riformista”. Nel frattempo il senatore Della Zuanna lascia Sc e passa al Pd, il partito montiano si spacca alla Camera sulla successione a Romano e lancia per bocca di Balduzzi una verifica interna entro il 30 settembre.

Onorevole Romano, come giudica la scelta del senatore Della Zuanna?

“La rispetto integralmente, peraltro già annunciata da giorni con molta correttezza.”

Ora si aprono diversi scenari.

“E’ partita una ridefinizione dei perimetri politici. In un anno è cambiato tutto: avevamo Bersani-Vendola contro la leadership di Berlusconi. Una sinistra regressiva contro una destra logora. L’Italia si sta evolvendo, è un segno positivo.”

Anche Sel non esiste più.

“Conosco Migliore, è una persona molto rigorosa. La sua è stata una scelta sofferta ma dal forte senso politico. Non confluisce nel Pd, mira a definire un’area riformista. Blair sosteneva che non si cambia la Gran Bretagna con il solo partito laburista, serve una tenda riformista. Anche in Italia c’è bisogno di una coalizione non ingessata. Bettini la chiama campo democratico, Chiamparino campo rafforzato. Serve una grande tenda del riformismo di Renzi, un grande soggetto politico che accolga tutte le culture e i valori riformisti al di là delle ideologie fondatrici del Pd. Io sono sempre stato un liberaldemocratico di sinistra.”

Anche lei vuole entrare nel Pd?

“Renzi lo sta spingendo nella direzione giusta.  Con lui non sarebbe mai nata Sc, parole di Mario Monti. L’obiettivo non è entrare nel Pd, anche se servirebbe un Pd 2.0. Ecco, il premier dovrebbe costruirlo per lasciare una grande eredità storica all’Italia.”

E’ un discorso esteso a tutta la maggioranza?

“Credo che il progetto di un partito governativo sia abbandonato. Anche Alfano molto coerentemente dice che lui vuole rifondare il centrodestra. Io non starò mai nel centrodestra, ma nel centrosinistra con tutte quelle persone che sostengono la maggioranza e non sono di centrodestra. Anche con i popolari di Dellai per intenderci. Comunque anche il centrodestra dovrà cominciare a ridefinire il suo campo.”

Servirebbe un vero recupero di dottrina…

“Ha ragione. Bisogna coagulare l’azione di un governo riformista con i diversi valori e le diverse culture dei riformismi che lo sostengono. Penso alla riforma del lavoro, la grande scommessa di Renzi: lì si dovranno fondere identità diverse. Per questo serve un allargamento non coalizionale per normalizzare la politica italiana.”

Non pensa che l’apertura di Grillo sia finalizzata a istituzionalizzare il bipolarismo Pd-M5S?

“Si. Ma Grillo propone il proporzionale, roba da prima Repubblica.  Così anche se perde potrà condizionare chi vince e bloccare tutto. Io sono bipolarista convinto: bene l’Italicum ma con i collegi uninominali. “