Musica e Composizioni - Andrea Romano

Musica e Composizioni

Brani e Testi

Una piccola stella

E ti amerò per sempre

Mondo

Icaro

Canzoni scritte e interpretate, tra racconto, ironia e ricerca interiore. Questa pagina raccoglie alcuni brani che dialogano con i trattati sulla psiche, con i disegni e con quel modo un po’ obliquo di guardare il mondo che attraversa tutti i miei lavori.

Qui trovi i video, i testi integrali e un breve commento per il lettore. Non sono solo “canzoni”: sono piccoli esperimenti di percezione, dove parole, musica e immagini provano a raccontare le energie che muovono la nostra realtà interiore.

1. Una piccola stella

brano – video con narrazione e disegni
Una piccola stella Forse un po’ ci assomiglia Ecco quello che vive in noi Due lanterne per occhi Che si guardano attorno Per comprare la felicità e siamo noi convinti di comandare un fiume un segnale che invece sa dove andare Ed ostentiamo quel che è giusto e quel che è sbagliato Posizioni costanti per sentirci importanti Pronto chiamo dalla terra Qui c’è ancora la guerra Noi pensiamo che il cielo sia una scatola vuota E poi guardiamo pubblicità Poi crediamo che il mondo sia fatto di cose Ed inseguiamo banalità E siamo noi concubini dentro una storia Schiavi della menzogna e del sapere formale E ancora noi cantautori di strada e pagliacci Cantiamo canzoni per alleviare i dolori E siamo noi astronauti e pianeta astronave Girotondo del sole solcando una scia d’autore E siamo noi avviliti confusi e distanti Un falso cuore davanti Per fingerci santi E siamo noi attendisti e centurioni Tre chiodi e un martello per la paura d’amare Dimentichiamo di quell’attimo chiuso in un silenzio per non sentire l’assenza di quel che è la libertà campo base chiama terra li c’è ancora la guerra una piccola stella guarda che meraviglia ecco quello che salverà due lanterne per occhi che si guardano attorno per capire che senso ha
Commento

Una piccola stella è una specie di radiografia poetica della condizione umana. La “stella” non è qualcosa di lontano e romantico, ma una piccola scintilla di coscienza che abita ognuno di noi: due lanterne per occhi che provano a capire che senso ha tutto questo.

Nel testo convivono guerra, pubblicità, menzogne formali, ruoli sociali e una continua distrazione da sé. Allo stesso tempo, però, appare sempre un punto di luce: la possibilità di ricordare la libertà, di guardare oltre la superficie delle “cose” e riconoscersi parte di qualcosa di più grande. È una canzone sul rischio di addormentarsi nel rumore del mondo e sulla possibilità di risvegliarsi, anche solo per un attimo, guardando quella piccola stella interiore.

Nota: il video abbina il brano ai miei disegni, come un racconto visivo parallelo della stessa “stella” che abita la psiche umana.

2. E ti amerò per sempre

brano – con introduzione dall’Amleto
Guarda nel cielo le nuvole sembrano storie a fumetti per noi Quando l'ho visto arrivare nuotava in un fiume colore del the Poi cade una goccia leggera mi bagna la schiena dimentico me Mi trovo in un gioco di mari mi avvolgono strane emozioni perché Mi guarda mi striglia mi avvolge a conchiglia Mi solleva mi lascia io affondo e lei danza Si accende in un cerchio il mio volto suo volto riflesso S'infrange nell'onda sua voce profonda E ti amerò per sempre sei acqua di fonte d'amore che ancora non dai E ti amerò per sempre, scintilla che scocca la freccia e la freccia sei tu io son quel vivi dentro quello che senti Sono io quel pensi se non ti lamenti La luce che cade dai fianchi La morte dentro il tuo vissuto Il bene in un atto di male in un gesto perduto Io sono la stella nel luogo mai proibito Sono macina e grano del pane che scalda la mano Son la terra bagnata il bastone la falce delle tue ore Sono in te sono il mondo ed in quello che ancora non vedi E ti amerò per sempre sei acqua di fonte d'amore che ancora non dai E ti amerò per sempre, scintilla che scocca la freccia e la freccia sei tu Io sono l'errore che ancora tu puoi navigare Io sono la forza del dire all'errore di no Io sono nel ladro che ancora ti sta di fianco E la guardia che sbarra la porta quando tu sei con me Io sono dentro la passione senza l'illusione Io sono nel vento che spazza l'assenza di me Io sono dove alzi un sasso sono il sasso e sono te Io sono nel vuoto nel pieno sono arcobaleno Io sono ateismo dentro religione io sono nel credo e in ogni finzione io sono quel che vuoi tu e quel che non vuoi ... E ti amerò per sempre sei acqua di fonte d'amore che ancora non sai E ti amerò tagliente, scintilla che scocca la freccia e la freccia non sei
Commento

Qui la voce che parla non è semplicemente quella di una persona innamorata: è una presenza più ampia, quasi una coscienza che abita ogni esperienza. “Io sono l’errore e la forza di dirgli di no”, “sono nel ladro e nella guardia”: il brano gioca con l’idea che luce e ombra, bene e male, giusto e sbagliato siano polarità che si muovono dentro lo stesso campo.

Il ritornello suona come una dichiarazione d’amore, ma in realtà parla di una forza più grande: qualcosa che ama l’essere umano così com’è, anche prima che capisca, prima che si conceda davvero di donare amore. È una canzone sull’unità degli opposti, vista attraverso il linguaggio dell’amore.

3. Mondo

brano corale – storie quotidiane e metafisica
Giovanna aveva quatto soldi in un cassetto E niente da sognare Mario che pensava sguardo al muro Ma che faccia ste zanzare Giulia non pregava affatto ma sapeva come amare Luca ad ogni passo un accidenti e al diavolo il mondo mondo tante storie un solo uomo mondo quante stelle un solo cielo mondo nato causa di un effetto dio figlio e padre di te stesso di te stesso… di te stesso…. marco aveva un gran talento ma non sapeva cosa fare carla conosceva tre parole che sapeva far fruttare il doganiere moglie e amante disse nulla da dichiarare un barista si fingeva sordo per non dover chiacchierare la cassiera bionda del negozio si chiedeva fosse male rubare quattro soldi al giorno forse è normale il sergente stanco della guerra disse al comando voi dite che si fa la storia ma io ho perso memoria mondo tante storie un solo uomo mondo quante stelle un solo cielo mondo nato causa di un effetto dio figlio e padre di te stesso amore che non dai e gioia che non hai più occhiali ti metti meno cose poi vedi cerchi solo il difetto per sentirti perfetto amore che non dai e gioia che non hai amore che non dai e gioia che non hai uomo una storia nata in cielo uomo ora star ma giù in tv uomo nato causa di un effetto dio figlio e madre di te stesso di te stesso di te stesso il presidente in preda ad estasi nucleare Baciò l’oppositore in bocca e disse Mi vuoi sposare Adamo lo intuiva che una mela avrebbe fatto male ma eva lo convinse un giorno quel che è scritto è da fare
Commento

Mondo mette in fila una galleria di personaggi comuni: la cassiera, il barista, il sergente, il presidente, Adamo ed Eva… una specie di piccolo teatro dove tutti recitano un ruolo e allo stesso tempo portano la stessa domanda: che senso ha tutto questo?

Il ritornello è il cuore del brano: “mondo, tante storie un solo uomo”. È l’idea che dietro la molteplicità delle vite ci sia una sola esperienza umana che si ripete in mille forme. “Dio figlio e padre di te stesso” non è una formula religiosa, ma un invito a riconoscere la responsabilità e la potenza creativa che ognuno porta in sé. È una canzone che sorride amaramente sulle nostre contraddizioni, ma lascia aperta una porta alla consapevolezza.

4. Dimmi

brano semi–ironico sull’amore “commerciale”
DIMMI Quante sono le cose che Non si vedono in un uomo Come il cielo tra una foglia e l’altra Quando la notte sullo sfondo Ride e canta Certe cose non son da dire Si lo so potrai forse capire Meglio stare sul banale Canto qui una frase commerciale Dimmi se c’è un posto per amarti ancora O dimmi tu se c’è un posto per odiarti almeno E dimmi se è vero che esisti o dimmi tu Sei solo un diavolo e mi tenti Quante sono le cose che Non si vedono in un uomo Come gocce di rugiada nascoste nei cassetti Quando il sole scalda la strada Certe cose non son da dire Si lo so potrai forse capire Meglio stare sul banale Ricanto qui quella frase commerciale Dimmi se c’è un posto per amarti ancora O dimmi tu se c’è un posto per odiarti almeno E dammi una ragione per soffrire ancora O dammi tu un motivo per scordarti ora E dimmi se è vero che esisti o dimmi tu Sei solo un diavolo e mi tenti Quante sono le cose che…
Commento

In Dimmi c’è un gioco dichiarato: la strofa dice quello che penso davvero, il ritornello scivola volutamente nel linguaggio “da canzone d’amore” un po’ smielata. Il risultato è un contrasto ironico: chi ascolta può commuoversi sul ritornello, senza accorgersi che il brano sta anche prendendo in giro quel tipo di retorica.

Sotto l’ironia, però, resta una domanda reale: quante cose non vediamo in un uomo, in una relazione, in noi stessi? Quanta parte resta nascosta “nei cassetti”, come la rugiada che si vede solo se ti avvicini? È una canzone che sorride, ma invita ad andare oltre la superficie delle frasi fatte.

5. Sciappa

brano ironico–esistenziale
E c'è chi ha ragione e dice tutto a vanvera Scemo io che certe cose non le dico mai davvero Ma sai com'è le parole non son souvenir Ma c'è chi quel che dice poi lo scorda già battibaleno Tu resta con me nelle notti senza ipocrisia Illuso io che quelle notti non finiscon mai davvero Non mi muovo di qui dove i lampioni non hanno via Scemo io che queste cose poi le penso ormai davvero È solitudine se vuoi ma io con me solo non sarò mai davvero È forse inutile pazzia ma tra i coriandoli non sarò mai sincero È trascurabile utopia aaah me l'ha detto pure a zia Sciapparappapapà È tutto quello che so Ci sono cose che ho Prendi tutto quello che ora ho Sarò Sciapparappapapà Mi chiami per nome, anche se tutto passa e va Ma resta con me in questa favola di carta In un castello tra le nuvole se vuoi Scemo io che il cavallo mi è scappato via era bianco Per me va così tiri il guinzaglio e tutto Scapperà Le cose sai hanno una logica contraria era bianco Ma resta con me tra le parole senza i souvenir Carezze che nessuno porterà mai via... Era bianco! È solitudine se vuoi ma io da solo non mi sento mai davvero È forse inutile pazzia ma tra i coriandoli non sarò mai sincero È trascurabile utopia aaah me l'ha detto pure a zia Sciapparapapapa È tutto quello che so È tutto quello che ho Prendi tutto quello che ora ho Io Sarò
Commento

Sciappa è un autoritratto volutamente storto: un personaggio che si definisce “scemo” ma in realtà è fin troppo consapevole delle proprie contraddizioni. La canzone attraversa solitudine, disillusione, utopie trascurabili e castelli di carta, senza mai prendersi del tutto sul serio.

Il ritornello nonsense (“Sciapparappapapà”) funziona come valvola di sfogo: quando la mente prende troppo sul serio se stessa, l’unica medicina è a volte un po’ di sana leggerezza. Sotto l’ironia resta però una scelta: meglio una solitudine onesta che una compagnia costruita sull’ipocrisia.

6. Specchio nel blu

brano poetico – danza, luce e specchi
eterea d’estate sei la neve bandiera del sole sei la notte tu scetro del suono accendi il silenzio danze invisibili sei la forma dei giorni quattro parole per te che forse nemmeno lo sai ma quando scalo i tuoi occhi ti indosso e plano con te e tengo in tasca un perché poco sto zitto, anche se quasi ho capito che il sole ti guarda fiero di se perché sei una danza rugiada di rose specchio di notte quattro parole per te le scrivo così come sai ali nel libro del tempo apri a caso e troverai e butta via il mio perché tanto alla fine che c’è son più leggero e passeggio un po’ più vicino a te quattro parole così a te che nemmeno lo sai che tra un sorriso e un lamento ci sono e resto con te e butto via il mio cliché ora sto zitto va bè quasi ho capito che il gioco vale anche senza un perchè e tu sei una danza scintilla di viole specchio di notte blu… specchio nel blu specchio sei tu
Commento

Specchio nel blu è una dichiarazione d’amore, ma anche un esercizio di percezione: la persona amata diventa danza, rugiada, scintilla, specchio. Non viene mai definita in modo diretto, ma solo attraverso immagini: è come se la mente, per dire qualcosa di vero, dovesse abbandonare le etichette e passare alla poesia.

L’idea di “specchio” è centrale anche nei miei trattati: l’altro come superficie in cui vediamo riflessa una parte di noi. In questo brano lo specchio non è freddo: è un blu profondo, vivo, in cui ci si può immergere. Alla fine, “specchio sei tu” può essere letto in due modi: tu, persona amata… e tu, lettore/ascoltatore.

7. Icaro

brano–mito – il coraggio di volare
Tu mi guardi e lo sai io sono Icaro Tu mi guardi e lo sai figlio di Dedalo Tu sei anima e sai che non mi servono Labirinti labirinti di parole Se un giorno cercherai nei tuoi occhi un ricordo di me Sarò solo un Immagine senza più identità Sarò solo un'immagine e tutto tutto svanirà E poi mi dirai Vai vai vai vai e non voltarti mai lo so che capirai (vivendo capirai) e non chiedere perdono Vai vai vai vai lo so che ce la fai e non voltarti mai costa poco il mio perdono Vai non ho fretta di vivere né di piangere ancora Vai io sono il tuo vivere vento che agita dentro di te Se un giorno cercherai nei tuoi occhi un ricordo di me Sarò solo un Immagine senza più identità Sarò solo un'immagine e tutto tutto svanirà Ah ah ah Vai vai vai vai e non voltarti mai vivendo capirai e non chiedere perdono Vai vai vai vai lo so che ce la fai e non voltarti mai costa poco il mio perdono Vai non ho fretta di vivere né di piangere ancora Vai io sono il tuo vivere vento che agita dentro di te Penso che un giorno tornerò da te Penso che un giorno tornerò da te E non sarà più così E volerò stando qui Ali di cera lo sai Sono proprio proprio guai Ora libero Senza maschera Solo dignità Ora libero
Commento

Icaro prende il mito e lo porta dentro una relazione molto umana: c’è qualcuno che ti guarda e ti dice “vai, non voltarti, vivendo capirai”. Il volo non è solo un’impresa eroica: è il gesto di chi decide di prendere in mano la propria vita, rischiando anche di bruciarsi.

Qui il perdono non è una condanna morale, ma una presenza che ti lascia andare senza trattenerti. Le “ali di cera” sono i nostri limiti, le nostre paure, ma anche la possibilità di trasformarle. “Ora libero, senza maschera, solo dignità”: il volo vero inizia quando smetti di recitare un ruolo e accetti di essere quello che sei, con tutta la fragilità che questo comporta.